Si deve dare atto al covid-19, di essere stato in grado di smuovere lo status quo delle cose, anche in una nazione notoriamente legata alla tradizione come l’Italia. Fermo restando che la forma di Smart Working messo in atto per far fronte all’emergenza sanitaria, nella maggior parte dei casi non è classificabile concettualmente come lavoro agile, abbiamo per lo meno assistito allo sdoganamento del lavoro da casa come valida alternativa al raggiungere l’ufficio.

Lo Smart Working è efficace?

Secondo un’analisi fatta da Mitsubishi Electric Hydronics & It Cooling Systems, iniziata già negli anni passati, l’introduzione dello Smart Working ha portato ad un aumento della produttività (+13%) e una riduzione degli errori (-3,7%), oltre un aumento del livello di soddisfazione dei dipendenti.

A livello umano è facile intuire tutti i vantaggi nel poter lavorare da casa: i dipendenti raggiungendo la sede dell’azienda solo per effettuare quelle attività che devono essere svolte in sede, riducendo la pendolarità vivono una vita con meno stress, meno consumi, meno emissioni e più risparmio.
L’unica accortezza da prendere, è costruirsi un luogo dedicato allo svolgimento dell’attività lavorativa, anche all’interno delle mura domestiche. Ho descritto nell’articolo dedicato, come ho imparato a mie spese l’importanza di un metodo di lavoro.

Il guadagno esiste anche per dell’azienda che, avendo meno persone costantemente all’interno dello stabilimento, può permettersi di ridurre considerevolmente i suoi spazi con conseguente risparmio sulle spese.

Lo stato dell’arte dello Smart Working, può essere considerato quello che sarà messo in atto in PWC in tutte le sedi italiane, a partire dalla nuovissima Torre di Milano, in cui tutti gli spazi di lavoro all’interno dell’azienda vanno prenotati preventivamente all’occorrenza: anche l’ufficio dell’Amministratore Delegato!

La chiave di volta è la depersonalizzazione delle postazioni di lavoro, fornendo semplicemente degli spazi condivisi in stile co-working, per dare un punto di appoggio al dipendente quando si reca in sede. In questo modo un progettista si può trovare a lavorare fianco a fianco al responsabile marketing o qualsiasi altra figura. In questo caso, paradossalmente lo Smart Working, invece di portare all’isolamento, potrebbe favorire lo scambio di idee e la collaborazione all’interno dell’azienda stessa, tra reparti che altrimenti non sarebbero mai entrati in contatto.

Come sta cambiando lo Smart Working dopo il Coronavirus?

A seguito dei test che tutte le aziende hanno intrapreso forzatamente negli ultimi mesi, sembra qualcosa si stia smuovendo almeno dall’altra parte dell’oceano.
È notizia di pochi giorni fa che Twitter lascerà per sempre la libertà a i propri dipendenti, di decidere dove e come lavorare. Vista l’efficacia, saranno liberi di decidere se tornare a lavorare in ufficio o restare a casa.